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Il mio editing più recente: Cocagne

Cocagne, di Alessandro Girola, è stato il mio più recente lavoro. Ho chiesto il permesso all’autore di parlarne diffusamente, ed eccoci qua.
Una lavoro totale, copertina esclusa. Di Cocagne ho curato l’editing, la correzione di bozze, la revisione e l’impaginazione con relativa creazione del PDF per la stampa.

Cocagne è opera ambiziosa, forse troppo per un mercato mai davvero assetato di novità, sempre pronto a rifugiarsi nei contorni sicuri e familiari del classico. E tuttavia, è proprio da quegli stessi classici che è stato ispirato.
Nasce anche con l’intento dichiarato di costituire una prima rappresentazione, il più possibile esaustiva, di un Gioco di Ruolo che con esso ne condivide lo scenario principale: MONDO DELTA.

Sì, Alessandro ha scritto altre opere legate allo scenario di Italia Doppelganger. La differenza di Cocagne è che, se nei precedenti lavori l’ambientazione era solo un’idea sullo sfondo, secondaria all’intreccio, in questo caso si è proceduto con attenzione sistematica e cura al dettaglio, e soprattutto alla coerenza narrativa. Per fare in modo che ogni evento/personaggio/mostro o creatura speciale citata trovi corrispondenza nei lavori pubblicati in precedenza. Stiamo parlando di uno scenario che esiste già da anni, quindi molto ricco e dettagliato. Spesso far collimare ogni aspetto è l’impresa più gravosa.

Ma parliamo di editing, che è l’aspetto che mi compete.
In rete se ne leggono tante. In cosa è consistito, in particolare, l’editing di Cocagne?
Cominciamo col chiarire che raramente il mio lavoro consiste in una riscrittura.
Altri colleghi lo fanno, ma in generale si rimette il tutto alla sensibilità del singolo editor. Io rispetto lo stile dell’autore, qualunque autore, e cerco di non deformarlo o sostituirlo col mio.
Cocagne è, quindi, oltre che azione e incontri, per lo più un diario di viaggio narrato in terza persona, in presa diretta, con continui rimandi allo scenario e alla storia dello stesso.
È una scelta di stile. Inutile attaccarvisi.

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Quando lavoro con Alessandro di rado mi capita di rinvenire incongruenze nello sviluppo dell’intreccio, cosa che rende tutta l’operazione infinitamente più semplice.

La maggior parte dei miei interventi sono stati “di ripulitura”. Ho notato una insistita sovrabbondanza di termini e concetti, anche nello stesso periodo, o ripetuti in più di un’occasione, che avevano l’intento di chiarire/spiegare/dissipare ogni più infinitesimale zona d’ombra, ma che, a conti fatti, appesantivano il testo, oltre che i singoli periodi.

Semplice cancellazione, quindi, mantenendo inalterata la costruzione sintattica della singola proposizione, spesso reintegrando i medesimi termini impiegati da Girola. In modo tale da conservare un’aderenza alla fonte il più possibile accurata. Quasi un lavoro filologico.
L’idea alla base è conservare lo stile e le intenzioni dell’autore, laddove possibile, ma migliorarne la resa.

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Il secondo intervento massivo riguarda i dialoghi. Qui, oltre che snellire, si è pensato di renderli un po’ più naturali, o aderenti – laddove possibile, sempre – al linguaggio parlato.
In queste occasioni si è proceduto leggendo i dialoghi a voce alta, ascoltandone il suono e immaginando la circostanza in cui vengono pronunciati. Il dialogo innaturale, quello che ad esempio può iniziare con un “Inoltre” viene di solito ripulito, e all'”inoltre” si preferisce la forma colloquiale “poi”, più verosimile.
Anche nei dialoghi è stato necessario eliminare i riferimenti, insistenti e in taluni casi ripetuti, a eventi contenuti nello stesso testo, avvenuti qualche decina di pagine prima, a beneficio esclusivo del lettore distratto, ma non della lettura.

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Osservazioni sulla natura e sulla verosimiglianza di Mondo Delta, quindi relativamente ai criteri con cui Girola ha proceduto al worldbuilding, hanno poi trovato piena chiarezza e immediato confronto discutendone direttamente con lui, e in ogni caso non sono state ravvisate, come già accennato, incongruenze.
Si badi bene, mi riferisco a incongruenze che suppongono una sospensione dell’incredulità data come acclarata, trattandosi di ambientazione fantastica. Le incongruenze relative, ad esempio, al sistema di impiego della magia, sono relative non a eventuale impossibilità fisica, ma rispetto alla coerenza dell’invenzione narrativa.

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Descrizioni di oggetti, in forme e colori, di odori e sensazioni sono state suggerite e adottate, dove ritenuto opportuno dall’autore.

La quasi totalità dei refusi sono di solito individuati dal sottoscritto durante la seconda lettura, la prima è più un’avventura esplorativa che serve a fissare l’intreccio e il conseguente arco narrativo.
Stavolta però si sono rese necessarie fino a quattro letture, in tempi diversi, per eliminare i refusi più subdoli.
Se qualcuno di essi è sopravvissuto, domando scusa, ma questa è la natura stessa dei refusi: nascondersi all’occhio della mente.

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Per l’impaginazione si è deciso di adottare una grandezza di carattere di un punto inferiore allo standard, per mere questioni di quantità di pagine stampate.
Adottando un carattere a grandezza 11, anziché la consueta 12, si è potuto attestare la lunghezza di stampa sulle 306 pagine, con sillabazione e rientri del testo di mezzo centimetro per ogni capoverso e titoli principali da collocarsi sempre su pagina dispari.

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Infine, si è optato come scelta stilistica per il carattere per TexGyrePagella.