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EXIT

A volte, l’editing è un lavoro che garantisce privilegi.
Si viene a conoscere un’opera in una forma unica, primordiale, che sarà preclusa a ogni altro lettore. Ecco perché tra editor e autore occorre fiducia.
E sì, certe volte è un privilegio.

Di recente ho lavorato a EXIT, una raccolta di racconti di Francesca Fichera, che ha deciso di provare la via seria – l’unica – all’autopubblicazione o, come preferisco chiamarla io, alla produzione indipendente.
Francesca ha assoldato me, ha assoldato Luca Morandi, grafico di professione per la copertina che vedete, e un manipolo di volenterose e agguerrite beta-reader. Insieme, ciascuno secondo la propria sensibilità, abbiamo dato ulteriore forma alle parole concesseci e il risultato è quello che ho tra le mani in questo momento.
Un agile volumetto impreziosito da una solida antologia di storie e da una grafica accattivante.

Superfluo dire che ogni editing è diverso, ma forse, là fuori, c’è ancora qualcuno che si domanda in cosa consista, l’editing, se non nell’applicare pedissequamente un certo numero di interventi al fine di migliorare il testo.

Ecco, non è così.
Il mio lavoro è adattarmi allo stile unico dell’autore con cui, di volta in volta, collaboro. Rispettarne le evoluzioni linguistiche, lo stile, e anche quando, intenzionalmente, impiega ad esempio un verbo intransitivo in senso transitivo. La Grammatica, nonostante ciò che vi hanno insegnato, può essere duttile e aprirsi, se è il caso. E fare meraviglie prima di quel momento impensate.

Mi piace che questi racconti siano istantanee di realtà altre. Scorci del quotidiano. Dimensioni parallele, direi.

10 storie. Una sola uscita.

Assenze, presenze, arrivi, partenze.
10 storie brevi, una sola uscita.
Da una stanza, da una casa, dalla scena.
Ci sono porte, al centro o sullo sfondo, che nascondono spettri, sigillano vecchi mondi, si aprono su nuove dimensioni. Rimanendo, in un modo o nell’altro, punti di origine del cambiamento, malinconiche ma imperdibili vie di fuga, dove l’unica luce è un EXIT che lampeggia.

Per l’impaginazione, ho optato per un carattere antico e versatile insieme, il Baskervald, molto adatto alla lettura. Il risultato, se volete, potete sfogliarlo qui.

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soundtrack

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